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APPRENDIMENTO E CONTESTO. UN BINOMIO INDIVISIBILE

Viene definita “Memoria dipendente dal contesto”. Sono numerosi gli studi che nella seconda metà del 1900 tentano di dimostrare quanto le caratteristiche del contesto nel quale si sviluppa un apprendimento influiscano sulla capacità di memorizzare e poter richiamare quello specifico apprendimento.

L’ESPERIMENTO

Tra i tanti esperimenti che vengono sviluppati al fine di dimostrare questa importante caratteristica della memoria umana, molto interessante è quello di Godden e Baddeley del 1975, pubblicato sul British Journal of Psychology.

I due autori utilizzano un compito semplice (studiare e ricordare una lista di parole) sperimentando l’effetto del contesto grazie all’utilizzo di due ambienti molto differenti. I soggetti dello studio, membri di un club subacqueo universitario, vengono divisi in due gruppi: uno di essi pratica lo studio di questa lista di parole sulla terraferma, mentre l’altro gruppo lo fa sott’acqua. Al termine del periodo di apprendimento (i due gruppi studiano lo stesso numero di parole per lo stesso periodo di tempo) si procede al test.

Per indagare l’effetto del contesto sulla memoria, i gruppi vengono suddivisi in due sottogruppi. Il gruppo che ha studiato sulla terraferma viene diviso in due, una parte verrà interrogata sulla terra mentre l’altra parte sott’acqua. Lo stesso procedimento viene eseguito per il gruppo che ha studiato sott’acqua, metà viene interrogato nello stesso ambiente di studio mentre l’altra metà sulla terraferma.

Quante parole ricorderanno?

Come si può notare dal grafico sottostante l’influenza del contesto non solo è presente ma è assolutamente significativa ed incide sulla memoria dei soggetti. Chi ha studiato sulla terraferma e viene interrogato sott’acqua, cosi come chi ha studiato sott’acqua e viene interrogato sulla terraferma, ricorda molte meno parole dell’altra metà del gruppo, che viene interrogata nello stesso ambiente di apprendimento.

 

CONCLUSIONE

Alcuni autori (Williams H. Edwards et al) lo definiscono ENCODING SPECIFICITY PRINCIPLE, ovvero principio di codifica specifica. Le caratteristiche del contesto in cui apprendiamo qualcosa influiscono sul grado del nostro apprendimento. In che modo? Quando noi apprendiamo qualcosa non memorizziamo soltanto l’esplicito, ovvero il contenuto dell’apprendimento che interiorizziamo consapevolmente, ma anche l’implicito, ovvero le caratteristiche del contesto (luce, temperatura, spazi inter-personali, velocità di spostamento, ecc) che apprendiamo inconsapevolmente. Sono come “la tela su cui dipinge un artista”, possiamo non rendercene conto ma formano il substrato sul quale memorizziamo tutti i ricordi espliciti che intendiamo apprendere.

Più le caratteristiche del contesto dell’allenamento saranno simili a quelle della gara, maggiore sarà l’effetto della pratica, di conseguenza il grado di apprendimento. La trasferibilità di un apprendimento dipende dalla fedeltà delle caratteristiche del contesto in cui questo apprendimento viene sviluppato.

GLI SPORT DI SQUADRA

Se negli sport individuali, soprattutto i cosiddetti “closed skill” (vedi atletica leggera) rispettare questo principio può tutto sommato risultare semplice e naturale, le cose possono cambiare e non di poco quando invece consideriamo l’allenamento all’interno degli sport di situazione.

Prendiamo l’esempio di un portiere, nel calcio ma anche nell’hockey, o nella pallamano, che per essere allenato maggiormente sulla parata viene sottoposto ad una serie continua di conclusioni da parte del suo allenatore. Quanti di questi tiri possiamo considerare “reali”? Quanto la diversità del contesto (pensiamo a spazi, avversari, compagni, pressioni psicologiche e temporali) influirà sulla trasferibilità di questo apprendimento e di conseguenza sull’efficacia di questa pratica?

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By Alberto Pasini

I temi affrontati da Alberto in questo articolo possono essere approfonditi direttamente con l'autore nell'ambiente di formazione METODOLOGIA DI ALLENAMENTO. UN APPROCCIO ECOLOGICO, COMPLESSO ED INTEGRATO.

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